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Aosta, il mio voto contrario nel coordinamento regionale PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Aprile 2010

IL MIO VOTO CONTRARIO NEL COORDINAMENTO REGIONALE 

Aosta, che cosa c’è di tanto “epocale”?

Ho sentito parlare di svolta epocale per Aosta, dopo lo sganciamento tattico e repentino del PD da parte del mouvement e l’imbarco incondizionato del PDL e della Lega per il governo del capoluogo. Termine utilizzato anche in dichiarazioni stampa diramate dai vertici del mio partito.

Pur avendo la patente da molti anni, non riesco a capacitarmi come si possa svoltare a destra orientando a sinistra le ruote anteriori. Forse ad Aosta si può fare? Sembra di si, visto che il binomio sindaco-vicesindaco imposto dall’UV alla coalizione con il centrodestra è espressione della giunta uscente di centrosinistra.

A meno che, come sussurra qualcuno, la nostra vetturetta azzurra abbia cambiato in queste ore il conducente.

L’UV non svolta mai. Il motto preferito dai suoi capi è Ni droite, ni gauche. È l’aureomassima dell’opportunismo, citata a più riprese in questo periodo di trattative e che umilia la dignità e il ruolo del PDL.

Dell’invocata discontinuità non si vede traccia.

Non c’è nelle persone. Anzi c’è un’evidente e insostenibile (per il centrodestra) continuità con la Giunta Grimod, nelle figure apicali di Giordano e Follien, entrambi unionisti, uno dei quali di chiara espressione sinistrorsa. Eppure il PD (prima PDS) ha condiviso ruoli importanti nella giunta municipale e in quella regionale anche quando governava Berlusconi.

Non c’è nei metodi. Le candidature di vertice sono state imposte unilateralmente dal Leone e accettate supinamente da parte degli alleati. Bene, questi sono abituati a trangugiare i rospi; ora ci aggiungiamo anche noi?

Non c’è nei contenuti, che sono la sostanziale prosecuzione del programma avviato dalla Giunta Grimod. D’altronde l’UV - secondo quanto va propagandando - ha governato bene la città insieme al centrosinistra, non può mica smentirsi!

Allora siamo utili idioti. Siamo congegnali ai loro disegni finché governiamo l’Italia e disponiamo di una capacità finanziaria che potrebbe essere orientata su Aosta e sulla sua Valle. E ciò nonostante non ci prendono in considerazione per una progettualità politica sul territorio, ignorando o avversando tuttora i nostri capisaldi ideali.

Ci sono già due forze politiche che svolgono la funzione di “utili idioti”, non ne serve una terza. Faccio volentieri a meno di essere parte del clan. Ne ho sempre contestato il ruolo, perché ininfluente per il miglioramento del “bene comune”: loro hanno sicuramente incassato più di un'utilità da questa appartenenza ma non è questa la politica che mi interessa.