|
Sabato 08 Maggio 2010 |
ELEZIONI COMUNALI 2010 E POLITICA DEL RUBINETTO
Quando il candidato diventa un millantatore
Appello all’elettore: “attento, se non voti quella lista viene meno il sostegno finanziario della Regione al tuo Comune”. È il refrain impiegato regolarmente da quei candidati che tentano - piuttosto maldestramente - di convincere i cittadini a esprimere una sorta di voto utile, non tanto per il proprio Comune quanto per un consenso a loro favore.
Se vi è stato (o vi sarà) rivolto un appello di questo genere, non credeteci: è assolutamente falso. Vi trovate di fronte a un millantatore che cerca di carpire il suffragio con un espediente ormai logoro, finalizzato a generare nel vostro immaginario il rischio di una minaccia incombente per il vostro paese qualora non osserviate scrupolosamente l’indicazione che vi è stata consigliata.
La campagna elettorale che ci porta al voto del 23 maggio non fa difetto e così i soliti furbastri che popolano le liste collegate al sistema di potere regionale cercano di approfittare dell’ingenuità degli elettori.
La politica “del rubinetto”, che si apre o che si chiude a seconda della formazione politica che andrà a governare, appartiene al passato: applicata dai governi nazionali nei confronti degli enti territoriali aveva suscitato l’indignazione delle autonomie colpite da questo metodo vessatorio, Valle d’Aosta inclusa, perché premiava la fedeltà a un colore politico e penalizzava chi invece non si conformava al diktat.
Fortunatamente i tempi sono cambiati e al ricatto del potente di turno si è sostituita la legge, con garanzie finanziarie per tutti gli enti locali. Indistintamente. E la legge vige anche in Valle d’Aosta, dove i Comuni e le Comunità Montane sono tutelati da norme precise e collaudate, generali e valide erga omnes, che permettono l’amministrazione ordinaria da parte dei singoli apparati amministrativi territoriali, l’erogazione dei servizi pubblici ai cittadini e forniscono anche le risorse per alcuni investimenti.
Desta stupore che, ancora oggi, ci siano candidati che ostentino simili idiozie. Ed è ancora più sconcertante che gli amplificatori di questi messaggi distorti siano in genere esponenti dei cosiddetti partiti autonomisti, che a suo tempo si opposero maggiormente al ricatto del “rubinetto”.
Cittadini-elettori diffidate immediatamente e recisamente di chi si propone a voi con tali affermazioni. Rispondetegli con fermezza che la nostra democrazia si fonda sul primato del diritto e che il feudalesimo non esiste più: anzi, residua solo nella mente di questi personaggi che si atteggiano a sudditi di un presunto imperatore e che vorrebbero subordinare anche voi.
|