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Sangue cordone ombelicale, perché non si avvia la raccolta? PDF Stampa E-mail
Venerdì 14 Maggio 2010

SANGUE CORDONALE IN VALLE D’AOSTA

Perché non si avvia ancora la raccolta?

Siamo a un passo dal risultato ma non riusciamo a ottenerlo. L’obiettivo, perseguito da tempo, è la raccolta del sangue del cordone ombelicale anche in Valle d’Aosta: la volontà di realizzarlo è stata manifestata da tutti, dalle donne alle associazioni dedicate, dal livello politico a quello sanitario. Questo sangue è ricco di cellule staminali, che sono fondamentali per la cura di numerosi casi di leucemia e linfomi dei bambini. Eppure la meta appare ancora distante. Dove si sono inceppate le buone intenzioni?

Fino a qualche mese fa gli impedimenti risiedevano nell’assenza di preparazione di personale sanitario specializzato nelle operazioni di prelievo. Impedimento che pareva essere stato superato, visto che in occasione della recente celebrazione del terzo anniversario dell’associazione San Michele Arcangelo, lo stesso Assessore regionale della Salute e Politiche sociali ci aveva assicurato che la Valle d’Aosta “è pronta per la raccolta”.

Abbiamo così appreso che le ostetriche e le infermiere hanno seguito un complesso corso di formazione a tal uopo ma non abbiamo sentito alcun riferimento ai medici: sono, forse, i ginecologi che mancano all’appello? Sarebbe il colmo.

È perciò apprezzabile, ancora una volta, l’azione di sensibilizzazione promossa dalla San Michele Arcangelo che, per smuovere le residue coscienze sonnolente, ha organizzato un incontro sull’argomento: giovedì 20 maggio ad Aosta, presso la biblioteca regionale, si parlerà di cultura del dono del sangue cordonale.