| Verrès SpA, agosto caldo per l’occupazione |
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| Lunedì 19 Luglio 2010 |
SENZA RINNOVO I CONTRATTI DI OLTRE 50 DIPENDENTIVerrès SpA, agosto caldo per l’occupazioneLa società è partecipata da Finaosta che se n’è sempre disinteressata
C’è la carenza degli ordinativi all’origine della decisione intrapresa dall’industria valdostana dedita alla monetazione, i quali si sono ridotti anno dopo anno: fenomeno che potrebbe comportare ulteriori contrazioni del personale sin dall’inizio del 2011. Bisogna tuttavia aggiungere un’altra considerazione: questa azienda, ancorché partecipata minoritariamente da Finaosta, non ha mai goduto di particolare attenzione né dalla finanziaria regionale né dall’amministrazione regionale. Inevitabile, quindi, il progressivo declino. Alle domande che ho posto all’Assessore regionale delle Attività Produttive segue la sintesi delle sue risposte. A concludere una mia breve replica (INTERPELLANZA DEL 14 LUGLIO 2010). 1. quali sono le commesse in corso di produzione, quando andranno ad esaurimento e se ci sono ordinativi significativi per mantenere almeno gli attuali livelli occupazionali; Negli ultimi anni l'andamento della società ha denotato dei problemi, in particolare dopo gli utili del 2006 (302.000 euro) e del 2007 (952.000 euro), la Verrès ha chiuso l’esercizio 2008 con una perdita molto significativa, 2.046.000 e l'esercizio 2009 con una perdita di 1.300.000 euro. Nel 2009 i volumi produttivi sono scesi del 19 per cento con un calo di 2604 tonnellate al quale ha corrisposto un contemporaneo calo dei prezzi di vendita, il che ha comportato una significativa erosione dei margini industriali. Nel 2009 il Poligrafico Zecca dello Stato ha assorbito circa il 30% delle spedizioni totali dei tondelli della Verrès rispetto al 19 percento del 2008, il resto è stato appannaggio del mercato estero. Al 31 dicembre 2009 la società occupava 135 persone rispetto alle 107 del 31 dicembre 2008; l'azienda ha sempre fatto ricorso a un certo numero significativo di lavoratori a tempo determinato. Siamo nel 2010 e per il 2010 erano stati previsti dei programmi produttivi che portavano all'ipotesi del raggiungimento delle 15.000 tonnellate annue. Vi è stato però - per questo credo lei ha presentato questa iniziativa - un forte rallentamento delle richieste di offerta per la partecipazione alle gare da parte delle Zecche estere, in linea con quanto già verificatosi con la Zecca di Stato italiana, che ha avuto una riduzione del 30%; ciò ha portato la società a rivedere i programmi produttivi al ribasso, e la previsione iniziale di 15.000 tonnellate per il 2010 è stata ridimensionata a 10.000 tonnellate, meno 5.000 sulla previsione iniziale. Fatto, questo, che comporta un significativo ridimensionamento dell'attività produttiva della Verrès. Secondo la Verrès S.p.a. entro agosto andrà ad esaurirsi una parte considerevole delle commesse in corso di produzione, provenienti dal Perù e dalla Romania; in seguito e fino alla fine dell'anno la produzione proseguirà ridotta al 50 per cento, commesse provenienti da Italia, Venezuela e Francia. Per il 2011 considerano acquisita una commessa che viene dall'Italia per 2000 tonnellate. La società dice di non poter escludere altre commesse, ma non è in grado oggi di dire quali e quante, considerato che il ritardo che intercorre fra l'indizione delle gare e l'emissione degli ordini è di circa 6 mesi. Stante questa situazione l'azienda ha confermato la risoluzione di quasi tutti i contratti a tempo determinato (circa 50) nel mese di agosto. 2. se è a conoscenza dell’esistenza di produzioni difettose o comunque inidonee al conio che sovente non vengono accettate dai clienti; Ci sono reclami relativi a forniture, ma non sono tali da pregiudicare i risultati delle gare. 3. per quali ragioni il quantitativo di euro “italiano” non viene più prodotto da Verrès S.p.A. e quali imprese concorrenti se ne fanno carico; La stessa azienda, richiesta di chiarire questo punto, ha comunicato che questo non corrisponde alla situazione effettiva, poiché la gara del Poligrafico relativa a queste forniture di tondelli è stata vinta dalla Verrès SpA per gli anni 2009-2010-2011. 4. se intende affrontare concretamente la criticità di tale situazione aziendale: in caso affermativo, con quali modalità ed entro quali termini. Non sappiamo dire quanto potrà durare un tale stato di difficoltà e dobbiamo guardare al futuro dello stabilimento, in ordine anche alla possibilità di diversificare e/o di allargare le produzioni, ma qui si pongono alcuni interrogativi: ciò sarà possibile, ci saranno le condizioni per agire in tal senso, ne varrebbe la pena, soprattutto il peso che la Regione oggi può avere interloquendo in questo tema può essere in grado di orientare in questo senso l'andamento dell'azienda? Non so dirlo in questo momento. Va però segnalato un fatto: che proprio sull'onda di queste preoccupazioni Finaosta e Istituto Poligrafico dello Stato, al fine di avere maggiori elementi per affrontare la situazione, hanno chiesto di comune accordo alla società la redazione di una situazione semestrale al 30 giugno 2010, che è in corso di predisposizione. Aspettiamo il risultato di questo lavoro.
Alla sua guida, da tempo immemorabile, c’è sempre il solito nocchiere che ha grosse responsabilità, nel bene di allora e nel male di adesso. La valorizzazione e il potenziamento di un reparto come quello della micrufusione industriale – fase avviata e poi abbandonata - hanno costretto Verrès SpA a una vocazione monoproduttiva, quella dei soli tondelli da monetazione, che la pone in fortissima (e svantaggiosa) competizione con tutti i paesi emergenti. Il ruolo di Finaosta, socio di minoranza che rappresenta l’Amministrazione regionale, non può continuare ad essere quello del silenzio a ogni costo. Ma non per colpa del rappresentante di turno nominato in seno al CdA, bensì per colpa dell'esecutivo regionale che lo ha abbandonato a sé stesso, come se tutte le decisioni dipendessero esclusivamente e imperiosamente dal socio principale: l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato. È vero che questo detiene la maggioranza assoluta ed è di conseguenza naturale che possa anche imporre scelte con la forza dei numeri, ma non dimentichiamoci che - primo - l'insediamento insiste sul nostro territorio e il socio valdostano ha dunque voce in capitolo, e - secondo - si tratta di tutelare lo sviluppo e l’occupazione nella regione. È certo che se il trend rimane questo, torneremo presto a parlare di Verrès SpA in Consiglio Valle, ma in altri termini: la rendicontazione semestrale chiesta dal Poligrafico in tandem con Finaosta funge come un pannicello caldo su una ferita aperta da tempo, un’emergenza decisamente più grave! |