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Perse le tracce dei seguaci di Fini PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Agosto 2010

IL PDL DELLA VALLE D’AOSTA STA CON BERLUSCONI

Perse le tracce dei seguaci di Fini

Dopo avere diviso la maggioranza di governo portando con sé una pattuglia di parlamentari, Fini deve ora contare tutte le truppe sul territorio nazionale. La guerra che ha scatenato nel centrodestra e, in particolare, contro Berlusconi è senza esclusione di colpi e ogni sostenitore è quanto mai prezioso per la sua causa.

Il rastrellamento del terreno politico, in vista di possibili elezioni anticipate, non sembra però fornire esiti significativi in Valle d’Aosta. Finora nessun rappresentante della componente AN confluita nel PDL ha apertamente dichiarato di condividere la scelta operata dal presidente della Camera e nemmeno ha speso una mezza parola in sua difesa. Dei seguaci valdostani di Fini si sono perse le tracce.

Il PDL valdostano è tutto con Berlusconi. A onor del vero non ho mai constatato l’esistenza di finiani nel partito di chez-nous; gli ex aennini hanno tutt’al più utilizzato l’appartenenza politica originaria per rivendicare proporzioni numeriche nelle liste elettorali. E basta. Per tutto il resto sono stati risucchiati, assimilati e metabolizzati, come anche Forza Italia e i Circoli della Libertà, nella complessa e vorticosa centrifuga berlusconiana.

Ma dopo Fiuggi, Fini ha smarrito il percorso e le posizioni filo progressiste da lui assunte su temi sensibili quali l’immigrazione, l’acquisizione della cittadinanza italiana, il diritto alla vita e la Resistenza, hanno generato disorientamento nel nostro elettorato che oggi riesce a identificarlo solo come leader ideale di una sinistra in cerca d’autore.

Domenico Aloisi, esponente locale della destra storica, ha addirittura mostrato disprezzo nei confronti della condotta del presidente della Camera, definendolo - come riporta il settimanale Gazzetta Matin – “un personaggio squallido che ha rinnegato il suo passato nel MSI e che predica la questione morale proprio mentre sta vivendo un delicatissimo momento per fondi assegnati al partito (AN, ndr) e usati male”. Fini, in sostanza, non ha le carte in regola per agitare il vessillo della questione morale e il popolo di destra non accetta infatti i suoi ripetuti moniti strumentali.

Non credo che tra nostri pidiellini ci sia chi coltiva - nel prossimo futuro - l’intenzione di farsi postulante del scissionismo finiano. Conosco più o meno bene tutti i componenti del coordinamento valdostano e non mi sembra di cogliere nostalgie da orticello politico in alcuno di essi. Poi, magari, i fatti mi smentiranno e allora, facendo ammenda, tornerò sull’argomento.