| Ricompare un finiano in Valle d'Aosta |
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| Giovedì 02 Settembre 2010 |
TRE SUGGERIMENTI AL GIOVANE BORLUZZIRicompare un finiano in Valle d'AostaL’ultimo pensiero che ho scritto prima della pausa estiva si riferiva ai cosiddetti “finiani”, di cui - sostenevo - si è persa traccia in Valle d’Aosta, ripromettendomi di tornare sull’argomento non appena fosse emerso qualche indizio in merito. La calura d’agosto ha fatto da incubatrice alla nuova concessionaria territoriale di “Generazione Italia” in Valle d’Aosta, incarnata da Federico Borluzzi, figlio del più conosciuto Giancarlo. Ogni istanza che nasce e che permette il confronto, sereno e costruttivo, è benvenuta in un partito come il nostro che ha (o che dovrebbe avere) nella libertà il cardine del proprio ideale politico. Mi permetto quindi di fornire al giovane Federico alcuni suggerimenti... 1. di fare tesoro di questo principio (la libertà, appunto) in ogni momento in cui elabora pensieri e parole, nel senso di conservare gelosamente la sua autonomia di valutazione su ogni giudizio od opinione che esprime, evitando accuratamente di farsi utilizzare da terze persone, anche se care; 2. di non considerare il PDL valdostano “il nemico”, sui cui vertici si può sparare indistintamente per fare un po’ di audience a mezzo stampa (anche perché nel direttivo pidiellino regionale siede suo padre e, così facendo, lo coinvolgerebbe inesorabilmente), bensì di riconoscere nel partito il luogo in cui il contraddittorio dialettico - anche se crudo - è fondamentale per crescere, per migliorare e per correggere eventuali scelte errate; 3. di favorire quel percorso di democratizzazione interna del partito, facendosi promotore di iniziative virtuose ed evitando di ricorrere ai classici metodi di autoscannamento - ultimamente sovrautilizzati - che non fanno certamente bene al PDL né in sede nazionale né in sede locale. |