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Grand Hotel Billia: dalla padella alla brace PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Aprile 2009

GRAND HOTEL BILLIA: IL PRIMO BIENNIO DELLA REGIONE-ALBERGATRICE

Dalla padella alla brace

 

8,2 milioni di euro sono le perdite d’esercizio conseguite nel biennio 2007-2008 da STV, la società di gestione controllata di Finaosta. Il gestore pubblico fa rimpiangere quello privato: svanisce la vocazione congressuale, i grandi clienti voltano le spalle, viene abbandonato il piano di rilancio del 2007 e il marketing è una comica.


Sorrideva come un bambino il presidente della Regione nell’ascoltare le nostre considerazioni sul Grand Hôtel Billia. Eppure la nostra interpellanza su questo primo biennio della Regione-albergatrice non aveva nulla di comico; riprendeva semplicemente alcune affermazioni dell’assessore Marguerettaz in relazione alla strategia di rilancio del complesso ricettivo-congressuale, annunciata all’indomani del suo acquisto, che veniva dallo stesso definita “particolarmente aggressiva ed efficace”.

Strategia che s’incentrava su un fitto programma di visite “da Roma in su” da parte del direttore commerciale e del direttore del GHB insieme a tre funzionari di vendita mediante un’autovettura di nuova dotazione. Ma non solo. Marguerettaz comunicava con convinto ardimento anche una poderosa azione di dumping sui prezzi e l’offerta di “pacchetti” per rendere più appetibile il GHB rispetto alla concorrenza, l’organizzazione di una “buona serie” di iniziative rivolte alle agenzie congressuali e di inviti dimostrativi, la riprogettazione del sito web e della linea pubblicitaria nonché la divulgazione di non meglio identificati “spot” ai caselli autostradali, la partecipazione a fiere di settore con un proprio mini stand portatile acquistato per l’occasione. Insomma, una sorta di gioiosa macchina da guerra per riconquistare il mercato perduto che, al di là della spesa sostenuta, non ha certamente prodotto i frutti auspicati.

Altrettanto strategico avrebbe dovuto essere il recupero funzionale dell’albergo, allora giudicato “urgente e indifferibile”, di cui s’ipotizzava la realizzazione nel triennio 2007-2009. Quasi 24 milioni di euro la dotazione finanziaria, ma in poco più di due anni STV è riuscita a impiegare solamente 3.164.000, concentrando la massima spesa sul rifacimento esterno delle facciate per il centenario della costruzione del GHB. Il piano di rilancio, firmato Zampieri-Cilea e controfirmato dall’allora assessore Marguerettaz, è così finito nel cestino per lasciare spazio a quello targato Bonelli-Rollandin: secondo i più lungimiranti, anche questo documento non sopravvivrà a lungo.

I risultati parlano chiaro e la tabella allegata evidenzia al lettore l’evoluzione dei dati. Tra i dipendenti serpeggia un comprensibile disappunto. Più di qualcuno rimpiange il privato, ma lo dice a bassa voce, perché la Regione è pur sempre una garanzia: anche se gli affari vanno a picco, l’ente pubblico paga sempre a piè di lista. A fianco, d’altronde, c’è un esempio tangibile di questa perversione gestionale tutta valdostana: la casa da gioco. E a quella zavorra se n’è ora aggiunta un’altra, il grand hôtel. Il gruppo PDL ha indicato alcune soluzioni per uscire da questo stallo e pare che l’interlocutore politico abbia intenzione di ascoltare. Se così non fosse, resterebbe poco da sorridere. (INTERPELLANZA)