UN MESSAGGIO FORTE E CHIARO DA PONT-SAINT-MARTIN
Perché devo essere usato come un kleenex?
Prima affermazione, testualmente ripresa dall’Ansa: “È la destra che ha chiesto di far parte della maggioranza, non siamo noi ad aver chiesto il suo ingresso”. Seconda affermazione, stessa fonte: ”Noi non abbiamo scelto la destra. Chi ce lo contesta, comunque, dice ogni giorno che dovremmo scegliere la sinistra. In ogni caso l'alleanza durerà il tempo di questa maggioranza”.
Se il giornalista le ha riportate fedelmente (non ho dubbio di pensare altrimenti, salvo smentite) queste parole sono uscite oggi dalla bocca di Augusto Rollandin durante il suo intervento al congresso unionista.
Chissà se qualche mente fervida del PDL, sto parlando di quelli che mi siedono accanto in aula, si è soffermata un attimo sui concetti espressi dal Presidente della Regione.
Provo a spremermi le meningi per cercare di capire meglio.
1. La richiesta spasmodica di entrare a fare parte della maggioranza regionale è giunta dalla “destra”. In altre parole: l’UV non ha chiesto nulla, non ha nemmeno scelto la destra, è il PDL che si è proposto in cambio di nulla; e, visto che non si chiedeva di nulla, un ingresso in maggioranza poteva essere concesso a chiunque. E, considerato che la “destra” era al governo dell’Italia, valeva anche la pena aggiungere quattro consiglieri in coda al convoglio degli altri ventitré per allargare la propria piattaforma di sostegno e per farsi aprire qualche porta in più nelle stanze ministeriali.
D’altronde la “destra” (come la “sinistra”) è un’espressione nazionalistica da utilizzare prima e gettare poi secondo le convenienze del momento. Dal 6 aprile scorso questo ruolo di kleenex sta toccando a noi: non lo scopro adesso, anche perché sin dal primo momento ho manifestato più di una perplessità su quella che viene impropriamente definita “alleanza”. La novità è che da ieri c’è una solennità ulteriore, una manifestazione esplicita di un esponente di primo livello dell’establishment regionale (e unionista) che ha squalificato pubblicamente il nostro ruolo.
2. Ma c’è di più. L’abbraccio UV-PDL in Regione sta volgendo verso una scadenza. In fede alle parole pronunciate, il termine è fissato con la fine della legislatura, ovvero tra meno di 18 mesi. È notorio che questa “alleanza” sia mal digerita da una larga parte della cosiddetta base unionista, come altrettanto accade nel centrodestra, anche se da questa parte c’è chi fa finta di non accorgersene e sta sottovalutando enormemente la disaffezione dei nostri elettori.
Ciò che non riesco a comprendere è quale utilità trarrà il PDL da questo abbraccio caloroso col mouvement mentre ciò che mi sorprende è sentire ripetutamente qualche visionario illustre del PDL valdostano illudersi di concorrere insieme all’UV alle prossime elezioni politiche e regionali. Il conto alla rovescia è cominciato il 3 dicembre a Pont-Saint-Martin: serve un colpo di reni altrimenti fra qualche mese il fazzoletto di carta ci servirà solo più per asciugare le lacrime.
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