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Corsi e ricorsi della politica PDF Stampa E-mail
Giovedì 22 Dicembre 2011

CORSI E RICORSI DELLA POLITICA

Tra certezza del diritto e solidarietà pelosa

La politica è costellata di ricorsi finalizzati a stabilire la legittimità di un incarico istituzionale o la violazione di norme elettorali in capo a un eletto. Chi siede su uno scranno consiliare è continuamente sotto i riflettori, anche sotto il profilo della sua idoneità giuridica a occupare quella determinata posizione, la quale deve sussistere al momento dell'elezione e permanere per tutta la durata del mandato.

La storia recente e l’attualità valdostana non fanno difetto a questo principio. Ogni legislatura ha vissuto situazioni giudiziarie che hanno decretato incompatibilità o ineleggibilità e che hanno visto decadere (dalla poltrona) personalità anche eccellenti della politica nostrana. Rollandin avrebbe argomenti da raccontarci.

Mi meraviglio, quindi, quando vedo qualche collega che si scandalizza innanzi a un ricorso. Un ricorso è un atto di chiarezza, previsto dalle leggi vigenti in materia, che può essere presentato da chiunque, anche da un semplice cittadino; a maggior ragione da chi ha un'aspettativa, minore o maggiore, di sostituirsi all’eletto messo in discussione.

Nel 2008 il consigliere unionista Norbiato è stato dichiarato ineleggibile a poche settimane dall’insediamento e la stessa sorte è toccata poco dopo all’assessore Lanièce, anch'egli del leone rampante, poi reintegrato in Giunta in veste di tecnico per ovviare all’impeachment.

Io stesso sono stato bersaglio, insieme all’allora consigliere Frassy, di un ricorso per presunte violazioni della normativa sulla propaganda elettorale. Era il 1998. L’aveva presentato il primo escluso della lista di Forza Italia (Guasti) con il supporto, dietro le quinte, dell’allora coordinatore del partito e secondo escluso (Zucchi).

Ma non per questo abbiamo invocato la “lesa maestà”. Abbiamo affrontato il giudizio, dimostrando la bontà delle nostre posizioni e pagandoci l’avvocato: il ricorso è stato respinto ai mittenti che sono rimasti con il loro pezzo di carta bollata in mano. Non abbiamo certamente chiesto né ricevuto uno straccio di vicinanza da alcun esponente del partito, tantomeno dal coordinatore dell'epoca.

Oggi sul palcoscenico ci sono Ottoz e Benin: sarà la Corte d’Appello di Torino a stabilire se sono fondate le istanze dell’uno oppure le ragioni dell’altro. E lo farà sulla base del diritto, com’è naturale che sia.

Pur essendo irrazionale e per nulla scontata, la politica è caratterizzata da corsi e anche da ricorsi, che ravvivano le cronache dei giornali e i cambiamenti che governano la vita istituzionale di una comunità. Chi si agita e lancia grida al vento, declamando una certa solidarietà pelosa e invocando falsamente concetti come "amicizia" o "etica", si è forse dimenticato di quando correva in procura o in questura a denunciare i propri eletti?