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Verrès SpA, promesse per domani ma adesso tutti a casa PDF Stampa E-mail
Sabato 04 Febbraio 2012

VERRES S.P.A. IN LIQUIDAZIONE

Promesse per il domani ma adesso tutti a casa

Chissà cosa pensano gli operai della Verrès S.p.A. dell'infelice citazione di Mario Monti (da qual pulpito, un senatore a vita!), secondo il quale “il posto di lavoro fisso è noioso e quindi è meglio cambiarlo periodicamente”.

Le maestranze dell’industria della monetazione, che hanno fatto di Verrès un nome conosciuto oltre gli angusti confini del comune, si vedono cassaintegrare a gruppetti di dieci alla volta mentre il liquidatore mette all’asta i beni aziendali.

Tra loro ci sono quarantenni e cinquantenni che, più che allibire di fronte alle miserrime sparate del primo ministro, manifestano una comprensibile incredulità innanzi a tutte quelle promesse fatte dalle autorità regionali e alle simultanee rassicurazioni che pervengono dal mondo sindacale.

Da una parte, c’è chi annuncia una produzione strabiliante per il 2012: diciassette milioni di ordinativi, una cifra sbalorditiva che non si è registrata nemmeno quando la Verrès produceva i tondelli da coniare come euromoneta. Dall’altra, l’azienda è nelle mani di un liquidatore, la produzione è stata fermata e gli operai sono stati avviati a casa per alcune settimane con l’auspicio che lo stabilimento possa riprendere l’attività.

Su questa pagina grigia dell’industria valdostana non ho potuto evitare un’interpellanza.

INTERPELLANZA

PREMESSO CHE

Verrès S.p.A., industria valdostana dedita alla monetazione, controllata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) e partecipata da Finaosta S.p.A., è stata messa in liquidazione nel novembre 2011;

durante la presentazione del piano di liquidazione, i vertici della Regione hanno rassicurato le maestranze, anticipando “che nel 2012 l’azienda potrà continuare la propria attività, sulla base della conferma di alcune commesse già pervenute, stimabili in 17 milioni di euro”;

i debiti dell’azienda, calcolati in una decina di milioni di euro, sarebbero coperti dal Poligrafico dello Stato, mediante l’acquisizione dei macchinari, e dalla Regione, attraverso l’acquisto dello stabilimento ad opera della sua controllata VdA Struttura;

APPRESO che ad oggi risulta che la produzione sia ridotta allo stampaggio di un solo tipo di moneta (dinaro algerino) e che non ci sarebbero risorse finanziarie per acquistare ulteriori  partite di materiale per ottemperare integralmente all’ordinativo;

VISTA la carenza di lavoro, è stata attivata la cassa integrazione per una ventina di dipendenti e sembra prevista a breve un’estensione della medesima ad altri lavoratori;

CONSIDERATE le legittime preoccupazioni di coloro che sono impiegati presso la Verrès S.p.A.;

ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
 

INTERPELLA

il Presidente della Regione e/o l’Assessore delegato per sapere

1. se gli risulta la grave situazione di stallo produttivo denunciata in Premessa e se ritiene verosimile la previsione di 17 milioni di euro di commesse per l’anno in corso;

2. se sussiste ancora l’interesse al subentro da parte di un gruppo francese nella compagine azionaria della Verrès S.p.A. e, nel caso, con quali intenzioni;

3. se le prospettive di liquidazione in bonis hanno tuttora un margine di fondamento ovvero se gli intenti salvifici del Poligrafico dello Stato e della Regione sono confermati;

4. quali sono gli intendimenti per affrontare concretamente la criticità di tale situazione aziendale: in caso affermativo, con quali modalità ed entro quali termini.

Enrico TIBALDI