GRAND HÔTEL BILLIA, DOPO 4 ANNI DI CONSULENZE E PERIZIE COSTOSE
OK, il prezzo NON è giusto
Il valore del complesso immobiliare e aziendale resta un rebus: il Fisco lo ritiene addirittura sottostimato, mentre Finaosta e i suoi superesperti si sono giocati la faccia. Intanto STV è chiamata a pagare maggiori imposte, interessi e sanzioni
Il prezzo non è giusto: a dirlo è l'Agenzia delle Entrate di Aosta che contesta il valore di acquisizione del complesso immobiliare del Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent e dell'azienda connessa. Il Fisco ritiene che l'insieme dei beni ceduti lo scorso anno dal gruppo Léfèbvre (SAAV) alla Regione (STV) sia stato sottovalutato di circa 19 milioni di euro e pretende perciò altri denari nelle casse dell'erario.
Già, ma il prezzo pagato è stato tutt'altro che irrisorio: 58 milioni e mezzo di euro. Solo l'ente pubblico poteva dissipare una cifra così ragguardevole per l'operazione Billia, che include edifici da ristrutturare completamente perché fatiscenti e consta di un'azienda il cui valore è assolutamente empirico, poiché è stata tenuta in piedi per anni dalla stessa Regione. Ricorderete senz'altro i 150 miliardi di lire erogati a Saav nel solo sessennio 1997-2002 in virtù di un contratto che pagava il "pieno" anche se le camere erano vuote.
È stata una compravendita onerosissima per la Regione che, tramite Finaosta, ha dedicato diversi anni e ingenti risorse per concludere una trattativa che ci venne presentata come "blindata", mediante la definizione di un prezzo "congruo" (questo aggettivo è, a dir poco, ridicolo) e con l'adozione di tutte quelle "garanzie ritenute necessarie per il buon esito dell'operazione". Per fare ciò la Giunta Viérin diede mandato, il 9 settembre 2002, a Finaosta di ricorrere all'ausilio di consulenti esterni e di coprire le relative spese fino a un massimo di 300 mila euro. Nei quattro anni trascorsi, fino all'autunno 2006 quando si è perfezionato l'acquisto, vennero messi all'opera eminenti giuristi (dallo Studio Chiomenti di Roma al più familiare Studio Hammonds & Rossotto di Torino), una primaria società contabile e fiscale (KPMG) e un advisor di fama internazionale (Rotschild Italia). Il prezzo congruo fu individuato in un range che oscillava tra 51,7 e 59,3 milioni di euro: l'accordo si firmò sulla cifra di 58 e mezzo.
|